sabato 5 febbraio 2011

i disegni dei bambini maltrattati




Nei casi di maltrattamento infantile il disegno della famiglia viene ritenuto dalla letteratura scientifica uno strumento di indagine clinica e di ricerca particolarmente importante (Veltman e Browne, 2001, 2002) dato che:
• disegnando se stesso, come parte integrante di una famiglia, il bambino può esprimere pensieri e sentimenti inibiti;

• molte volte i bambini maltrattati o abusati presentano disturbi del linguaggio e/o con difficoltà nella comunicazione verbale: il disegno diventa quindi uno strumento per aiutare questi bambini a veicolare le loro emozioni esprimendo graficamente i loro vissuti.
Nell´ambito clinico personale, il disegno della famiglia da un ampliamento della lettura del disagio del bambino; probabile che appare problematico quale valore si puo´ attribuire se lo si usa nell´area sperimentale su casistiche.

Veltman e Browne (2001, 2002) hanno svolto una revisione della letteratura sulla qualità del disegno della famiglia in bambini maltrattati e bambini vittime di abuso sessuale.
Da un’attenta analisi dei lavori emerge che le variabili maggiormente prese in considerazione sono:
1) Grandezza e valorizzazione dei personaggi: la grandezza della figura umana riflette l’autostima del bambino; è inoltre importante valutare non solo la grandezza dell’intera figura, ma anche quella di alcune singole parti del corpo.2) Posizione delle figure sul disegno (vicinanza affettiva): la distanza tra i membri della famiglia potrebbe essere l’espressione grafica della distanza emotiva tra gli individui.
3) Omissione di personaggi o di parti del corpo: l’omissione di se stessi è espressione di forti vissuti di inadeguatezza.

• I bambini maltrattati tendono ad omettere se stessi e una delle figure genitoriali, e a disegnare il corpo in modo distorto, povero di dettagli, con scarsa differenziazione sessuale; emerge inoltre aggressività, clima negativo e tratto marcato.
• I bambini abusati sessualmente tendono a disegnare figure grandi o con genitali in evidenza, mani tagliate, assenza di piedi.
. Le persone non disegnate sono i genitori. La modalita´ è coerente con i dati relativi all’identificazione. Il genitore aggressivo -violento viene totalmente escluso oppure non accanto alla madre. Difatti vengono invece disegnati personaggi esterni alla famiglia, altri bambini, animali e oggetti. Escludere del tutto uno o i genitori lascia un buio nelle figure principali (padre,madre) necessarie a proseguire il processo di identificazione. Eliminarli significa il bisogno di avere lontano i sentimenti dolorosi e dalle fantasie, perché intrise di aggressività verso il padre violento.
Bambini abusati sessualmente. I bambini maggiormente ambivalenti, annullano se stessi o il padre o la madre , solo in un caso dimenticano tutta la famiglia. Il numero delle persone aggiunte non è molto importante. Il senso di colpa sembra indirizzarsi anche sul bambino, ma in maniera lampante sono i genitori a essere omessi.Il dato inquietante sono le deformazioni,lo schema del corpo, i l’assenza o la deturpazione del viso umano . Le alterazioni corporee rimandano ad una scarsissima immagine del proprio corpo, corpo fisicamente attaccato, non visto nella sua fragilità, privo del rispecchiamento che viene fornito da un adulto protettivo, una marcata espressione di uno stato di angoscia relazionale.
Un alto numero di bambini deforma il corpo. Il contatto fisico con la sessualità adulta produce una viziata percezione del proprio schema corporeo, i disegni sono devitalizzati con un volto privo di ogni espressivita´;scaturita della mancanza emozionalescaturita dal trauma subito.

Presumibilmente si scaturisce che l’ abuso sessuale possa determinare una distorsione e una devitalita´ più complessa di tutto il corpo umano.



mercoledì 2 febbraio 2011

il disegno di Greta



Greta è una bambina che ha perso i genitori in un incidente stradale e vive con la nonna.
La nonna le vuole molto bene e fa di tutto per compensare la nipotina di questa mancanza.
Guarda però il futuro con apprensione e paura. Accudisce la nipotina con amore e compie sacrifici per non farle sentire la solitudine. In apparenza infatti la bambina è serena ma può accadere di sentirla piangere nel sonno.


Il disegno colpisce per la sua tristezza .
Non ci sono chiome né rami che si protendono verso lì esterno.
Le foglie e i frutti che cadono raccontano il dolore per la morte dei genitori.

martedì 1 febbraio 2011

il disegno di Fabio

Fabio è un bambino di 11 anni ed  è un bambino molto orgoglioso,
Meticoloso, puntiglioso perfezionista.
Non ammette nemmeno con se stesso di poter sbagliare. 
Vuol essere il primo a tutti i costi e non gli importa di barare o di ferire i compagno pur di emergere.
È anche un bambino molto solo però.
L' accentuazione della parte superiore dell'albero rispetto al tronco denotano bisogno di farsi valere, presunzione e superbia.

giovedì 27 gennaio 2011

Il disegno dell' albero nei bambini con ritardo mentale



Il disegno dell' albero nei bambini con ritardo mentale presenta diverse anomalie.
Le più frequenti sono:
  • fusto ad un solo tratto dopo i sette anni;
  • rami ad un solo tratto(fino a 10 anni è normale)
  • rami orizzontali o a forma di croce;
  • rami collocati nella parte inferiore del fusto(dopo i 7 anni);
  • tronco saldato;
  • stereotipie;
  • fusto a T;
  • base del tronco poggiato sull' orlo inferiore del foglio(presente fino a 17 anni);
  • accentuazioni delle parti inferiori del fusto rispetto alle superiori;
  • radici a tratto unico.
Analizziamo il disegno di un bambino di cui si sospetta un ritardo mentale non ben definito.
È arrivato in quarta elementare passando da una classe all' altra, disegna con malavoglia.
A casa non sono molto preoccupati per lui percgè è buono tranquillo, obbediente.
I genitori non gli chiedono di fare niente.
Non parla quasi mai, non è molto espressivo nella mimica facciale, quasi indifferente.
Vorrei mostrarvi un suo disegno, è un albero.
L'albero formato da un solo fusto chiuso, con abbozzo di foglie, è tipico di bambini con ritardo mentale.
L'andamento a destra del tronco indica influenzabilità e adattamento all' ambiente.

lunedì 24 gennaio 2011

L ' albero

L' albero è il simbolo dell' uomo, della persona che disegna.
Nel disegno dell' albero possiamo leggere la personalità e le disarmonie di chi disegna.
Karl Kock nel 1949 fece uno studio sistematico su 2500 bambini che lo portarono ad affermare che la ricerca sullo studio di alberi sono “grafologie amplificate”.
Kock chiedeva al bambino di disegnare un albero che non fosse un abete.
Come approccio interpretativo l' albero può essere diviso in tre parti: le radici, il tronco e la chioma.
Le radici che affondano nel terreno simboleggiano l' incoscio e le sue pulsioni istintive.
Il tronco e i rami, che sono lo scheletro dell' albero, rappresentano le caratteristiche permanenti della personalità. I bambini in età prescolare disegnano un tronco molto lungo. In età più avanzate può evidenziare ritardi intellettivi.
La chioma rappresenta l' interazione del soggetto con il mondo.
Nel test dell' albero è importante prendere in considerazione alcuni elementi:
la posizione che l' intero disegno occupa nel foglio, il tratto e le ombreggiature.
L' albero disegnato a sinistra del figlio e in basso indica una personalità inibita, introversa, con desideri di regressione al passato.
Invece un albero disegnato nella zona destra del foglio mostra un' apertura verso l' esterno e un carattere estroverso.


Accentuazione delle parti superiori:
vivacità di interessi intellettivi e spirituali, ambizione, superbia.











Accentuazioni delle parti inferiori:
praticità, sensualità, ritardo infantile.













Presenza di radici:
aderenza agli impulsi, agli istinti, impigliato nei propri impulsi, lentezza, staticità.








Chioma ad arcata:
buone maniere, gentilezza, socievolezza.







Chioma centrifuga:
estroversione, spirito di adattamento, attivo.








Chioma centripeta:
carattere chiuso, compostezza, concentrazione, autonomia






chioma ricciuta:
allegria, loquacità, attività, dinamismo.









Rami segati:
complesso d' inferiorità, traumi, inibizione.









Sezione frontale di rami ad occhi:
mancanza di qualcosa.









Frutti inseriti nella chioma:
presente nei bambini, nell' adulto, bisogno di successo, infantilismo.









Chioma ramificata adorna di ramoscelli sottili:
elevata sensibilità, impressionabilità, carattere aperto.





Foglie e frutti cadenti o caduti:
timore di perdere qualcosa importante, rinuncia, sensibilità.

venerdì 21 gennaio 2011

Disegno di un bambino solo

Questo è il disegno di un ragazzino di 14 anni rimasto solo e che vive in un istituto al quale, in classe, è stato chiesto di disegnare un pic-nic con la famiglia.

Il disegno esprime tristezza: i piatti sulla tovaglia indicano una presenza -assenza dei genitori.
Il sole a semicerchio sta ad indicare un rapporto difficile con  il padre.
La casa senza porta con il muro sbrecciato indica una famiglia in crisi che non lo accoglie.
Lui si disegna in ginocchio, come nella vita, solo.

mercoledì 19 gennaio 2011

Il disegno di Michele

michele è un bambino di 13 anni.
Possiamo notare una forte geometrizzazione delle figure senza differenziazione sessuale.
Michele si disegna per primo a compensare la sua frustrazione di non sentirsi importante nella famiglia.
La madre nell' ultima riga fa coppia con il fratello e viene vissuta in maniera distante.
Michele è affetto da un “ritardo mentale medio”.

lunedì 17 gennaio 2011

il disegno di Angelo



Angelo è un bambino di 8 anni affetto da sindrome autistica.
Angelo rappresenta così la sua famiglia











la gravità della sindrome autistica è evidente nella completa destrutturazione delle figure umane.

domenica 16 gennaio 2011

Il disegno della famiglia

Per interpretare il disegno della famiglia bisogna osservare l' ampiezza e la forma del tratto. Le linee ampie indicano estroversione ed espansione vitale, le linee corte o a tratti spezzati indicano una tendenza al ripiegamento su se stessi.
Un tratto forte esprime pulsioni forti, audacia e violenza, un tratto debole indica dolcezza, timidezza o un carattere debole.
La zona sinistra del foglio è preferita dai bambini legati emotivamente al passato con desideri di regressione a fasi precedenti.
La zona destra indica un' apertura all' avvenire, la zona superiore è quella dei sognatori e degli idealisti, quella inferiore dei depressi e degli astenici.
Nel disegno della famiglia noteremo che sono presenti personaggi valorizzati e svalorizzati.
Il personaggio valorizzato è quello con cui il bambino ha rapporti significativi, che ritiene più importante, che ammira o teme di più.
È sempre quello disegnato per primo, proporzionalmente più grande degli altri, com più cura e con un numero più abbondante di dettagli.
Il personaggio svalorizzato è quello verso cui il bambino nutre più ostilità e si distingue perchè disegnato per ultimo, più piccolo degli altri, in disparte.
Il personaggio non disegnato è il caso estremo di svalorizzazione mettendo in atto un meccanismo di difesa, quello di negare e sopprimere ciò che gli procura angoscia.
Anche i genitori possono non esserci nel disegno quando i rapporti con loro sono difficili e conflittuali o fratelli e sorelle a causa della gelosia nei loro confronti.
Se il bambino non disegna se stesso significa estrema autosvalutazione, indice di una non accettazione nella sua famiglia, quindi non ama neanche se stesso.
Indice di conflitto è anche la cancellazione di un personaggio dopo che il bambino l' ha disegnato o anche la dichiarazione d' incapacità a rappresentarlo.
Talvolta possono comparire “personaggi aggiunti” che non fanno parte del nucleo familiare ( un animale o un uomo) in cui il bambino realizza i suoi desideri che non realizza o non osa realizzare: il desiderio di essere più piccolo o più importante, di stare più vicino a un genitore.
Dal posto che occupano i personaggi del disegno si possono ipotizzare i legami affettivi esistenti tra i familiari per il bambino.
Disegna sempre se stesso vicino al personaggio con cui si sente più a suo agio o che ama di più.
Quando il bambino si sente isolato dagli altri membri li disegna ciascuna in una stanza diversa o li separa con linee orizzontali, verticali o altri elementi.
Generalmente i genitori sono disegnati per primi e ciò sta ad indicare una buona relazione del bambino con loro.
In alcuni casi il bambino si presenta in prima posizione e i genitori in secondo piano.
Nei disegni talvolta compaiono persone di schiena e di profilo. Il bambino che disegna se stesso di schiena esprime il desiderio di nascondere la propria personalità, di staccarsi dal proprio ambiente o di rifiutarlo.
Quando di schiena è una persona della famiglia il bambino vuole rappresentare lì impressione di distanza e di rifiuto che lui ne riceve.


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venerdì 14 gennaio 2011

Disegno della figura umana nei bambini con ritardo mentale


Nei bambini con ritardo mentale il volto della figura umana non possiede generalmente una mimica.
Anche quando vengono disegnati occhi, bocca e naso questi non comunicano emozioni e sentimenti.
Il tronco può avere forma di quadrilatero o triangolo o anche un rettangolo orizzontale.
Le proporzioni tra testa e tronco sono sbagliate. La testa psesso è più grande del tronco.
La predominanza della testa sul tronco dipedende dal tipo di percezione del bembino che inizia a rappresentare la figura umana come un cerchio cui sono attaccati gli arti.
La stilizzazione geometrica del corpo frequente nei disegni dei bambini con ritardo mentale s trova anche nei disegni dei popoli primitivi per influenza della catatitimia, ossia la deformazione che subiscono icontenuti psichici sotto lì influenza degli affetti.
Tendenza ad iterare provoca piacere nel bambino.
Ripetere in modo continuo una frase o unì azione è dovuta anche dall' incapacità del bambino a spostare la sua attenzione una volta che questa è stata catturata quindi ripeterà l' azione o qualcosa anche quando questa non è più utile e non ha significato.
Per esempio i bambini psicotici o affetti da autismo disegnano personaggi piccolissimi di statura e di grandezza spesso sprovvisti di organo di contatto: non hanno mani e piedi e il volto è senza lineamenti e Machover ritiene che questo sia dovuto al loro rifiuto di relazioni umane.
L' estrema piccolezza dei personaggi potrebbe rispecchiare il desiderio di regressione di tali bambini o la sensazione di essere minuscoli, insignificanti abbandonati in un mondo minaccioso.
Gli schizofrenici avvertono l' ostilità del mondo circostante e presuppongono negli altri intenzioni ostili anche ai minimi segni di contatto.
Talvolta del corpo umano viene solo disegnato un frammento: un dito, un piede, una mano riflettendo in loro la confusione che esiste tra l' interno e l' esterno.
Lo schizofrenico vive nel costante terrore della perdita della propria identità, nella paura della sua nullificazione. A questo terrore reagisce con atteggiamento di geometrismo.
Lo schema corporeo è caratterizzato da figure lineari e simboliche.
Il geometrismo sembri che lo rassicuri vedendosi come un edificio ben costruito ma tale edificio spesso è vuoto.
Questi disegni sono ricchi di simboli, di stereotipie, raffigurazioni contaminative come animali e uomini fusi nella stessa immagine. I colori usati sono spesso decomposti e talvolta appaiono punti neri, ombre, macchie altre volte predominano colori violenti e contrastanti.
I deliri paranoici nei bambini sono rari ma sono possibili.
I disegni di questi bambini sono caratterizzati da un' eccessiva rigidità e per una grandezza impressionante dei personaggi disegnati nel centro del foglio con un tracciato forte e aggressivo.
La testa risulta molto ingrandita, gli occhi enormi, scuri, penetranti molto valorizzati.
In molti disegni della figura umana si si nota una proiezione eterosessuale che esprime un malcontento di possedere al sesso posseduto.

sabato 8 gennaio 2011

Il disegno della forma umana






Questo è il disegno di Tania, una bambina non udente.
Possiamo notare come la rappresentazione di questo disegno sia caratterizzata da una forma decerebrata della testa, tipica dell' autosvalutazione.
L' assenza dei piedi indica instabilità e difficile relazione con l' ambiente.













Questo invece è il disegno di Caterina, una bambina felice , senza problemi, dell' età di 8 anni
I suoi genitori sono persone intelligenti e amorosi. Caterina è una bambina molto curiosa, attiva e vive intensamente ogni momento della giornata
nel suo disegno rappresenta la madre un po' “civettuola”.
Caterina è consapevole del potere seduttivo della madre: il nastro nei capelli, gli orecchini, gli anelli, le scarpe con il tacco.
L' ammira e vorrebbe somigliarle.







I


























informazioni testo Angela Carlino Bandinelli e Sabina Manes

giovedì 30 dicembre 2010

rappresentazione della figura umana



Le prime figure circolari che il bambino disegna sono forse l' istintiva rappresentazione della figura materna.
Il bambino comincia a disegnare cerchi che col tempo prenderanno la forma del volto umano da cui si dipartiranno le braccia e le gambe.
Questi elementi del corpo sono disegnati per primi perchè il bambino disegna ciò che per lui è importante: la testa perchè luogo privilegiato della comunicazione, le braccia indispensabili strumenti per afferrare, toccare, essere abbracciati; le gambe per muoversi da un posto all' altro.
Il tronco inizialmente non compare nel disegno della figura umana perchè organo poco rilevante per il bambino.
Col tempo nel volto appariranno gli occhi, la bocca il naso.
Inizialmente la figura compare obliqua, galleggiante nel foglio, ma già verso i 4 anni cominciano a disegnarla verticalmente.
Le persone disegnate hanno pressapoco l' età del disegnatore, così anche l' altezza aumenta con l' età del disegnatore.
Si possono notare grandi differenze nella grandezza dei personaggi, la dimensione è legata al grado di autostima di chi disegna:
l' uomo grande indica fiducia in sé, sicurezza ma anche mancanza di controllo e invadenza.
L' uomo piccolo denota timidezza, timore e coartazione della personalità.
Alcuni autori come Ada, Abrahm Royer hanno compiuto studi per valutare la personalità del bambino attraverso il disegno della figura umana.
Per conoscere il suo mondo interiore bisogna analizzare le varie parti del corpo, i vestiti gli ornamenti dei personaggi disegnati.


La testa: concepita come sede del pensiero, luogo dell' io, della comunicazione sociale. Molto grande indica narcisismo, vanità o anche valorizzazione dll' intelligenza.
Piccola invece può significare difficoltà di comunicazione.


Gli occhi:danno espressione al viso .Grandi indicano estroversione piccoli introversione.

La bocca: strumento di comunicazione e luogo di soddisfazione orale.
La bocca chiusa è segno di tensione. Concava e circolare indica dipendenza e passività.
Spessa e rigida indica aggressività.

Il naso: è un equivalente fallico e l 'accentuazione e la deformazione indicano la presenza di timori legati alla sessualità.

Le orecchie: compaiono difficilmente. Se presenti testimoniano preoccupazioni o problematiche paranoiche.

I capelli: accentuati testimoniano bisogni sensuali e vitalità sessuale.

I seni: poco presenti. Quando ci sono indicano nelle bambine la valorizzazione dela femminilità o l' esistenza di una madre dominante. Nei maschi forti frustrazioni orali.

Le gambe: esprimono sicurezza, contatto con l' ambiente, affermazione di sé.
Le gambe chiuse e strette tra loro indicano inibizioni e problematiche sessuali.

I piedi: mostrano spesso i segni dell' insicurezza e della paura, specie quando vengono disegnati piccoli o in punta di piedi.

Le braccia: sono lì organo di contatto con il mondo esterno. La posizione orizzontale esprime tensione verso l' ambiente e desiderio di azione. Le braccia attaccate al corpo indicano inibizione, distacco dagli altri chiusura. Le braccia sollevate in alto possono esprimere gioia o anche una richiesta di aiuto.

Le mani: disegnate dietro le spalle o in tasca rivelano il bisogno di nascondere, di dissumulare.
Quando sono assenti possono significare l' incapacità di stabilire contatti con l' ambiente o anche sentimenti di colpa nei confronti della masturbazione.
Le mani con dita o unghie appuntite rivelano aggressività di chi disegna.

I vestiti: dare molta importanza all' abbigliamento indica estroversione e bisogno di approvazione sociale. Gli egocentrici talvolta disegnano la persona nuda o poco vestita.
La gonna molto gonfia sottolinea narcisismo femminile. Le tasche se poste sul petto evocano iseni, disegnate spesso da bambini con carenze affettive.
I bottoni indicano sottomissione all' autorità. Le cinture, gli sbarramenti orizzontali indicano inibizioni sessuali.

(informazioni testo di Sabina Manes e Angela Carlino Brandinelli)


mercoledì 22 dicembre 2010

la terapia

In questo post vorrei addentrarmi meglio, dopo una prima parte introduttiva,
nell 'argomento di questo blog, ossia del disegno come terapia.
A questo proposito voglio ricordare come il disegno non sia solo il modo di esprimersi, al pari se non di più del linguaggio verbale, ma come esso possa essere un forte rimedio ai traumi che i bambini subiscono o perdite che non riescono ad elaborare.
Un disegno può fornire informazioni sul funzionamento dello sviluppo emotivo e cognitivo, affrettare espressione di traumi nascosti, e trasmettere sentimenti ambigui o contraddittori e percezioni. .
Con l'avvento di forme di intervento e la crescente pressione per completare il trattamento in un numero limitato di sedute,si è dimostrato come il disegno aiuta i bambini a comunicare tempestivamente le preoccupazioni e i problemi, migliorando così l'efficienza dell'interazione terapeuta-bambino.
Negli ultimi tempi il disegno è diventata una modalità riconosciuta in terapia ed è stato utilizzato nel trattamento di bambini che sono stati vittime di violenze, o nei casi più eclatanti, abusati sessualmente.
Winnicott nel 1970 aveva affermato come il disegno è un forte mezzo di comunicazione tra terapeuta e bambino, riconoscendone il valore per aiutare i bambini a esprimere i loro problemi, perchè disegnare è un' attività che stimola una varietà di sensi: tattile, visiva, espressiva che la comunicazione verbale da sola non fa.
Il disegno stimola i processi neurologici quindi può essere utile nella risoluzione di situazioni di stress, pensieri intrusivi e altri effetti post traumatici.
Il disegno è una sorta di “auto-calmente” che viene utilizzata dai bambini per far fronte alla reazione di stress e situazioni di trauma.
Inoltre il disegno appare utile in un intervento di trauma perchè aiuta la capacità dei bambini di verbalizzare le loro esperienze.
Due studiosi, Gross e Haynes, nel 1991 hanno condotto degli studi per scoprire come il disegno agevoli le espressione verbali dei bambini e nelle loro prime indagini hanno messo a confronto due gruppi di bambini ipotizzando che ci possono essere diversi motivi per cui i disegni sono utili ai resoconti verbali:


  • il disegno può ridurre l' ansia e aiutare il bambino a sentirsi a suo agio con il terapeuta aumentando il recupero della memoria.
  • Il disegno può aiutare i bambini ad organizzare i loro racconti
  • il disegno può aiutare i bambini a raccontare di più di quanto direbbero verbalmente
Per molti anni si è creduto che i bambini non dovrebbero essere invitati a parlare di ricordi traumatici per il timore di ri-trauma.
Tuttavia è ormai noto che il fatto di fornire ai bambini il modo di esprimere la loro apprensione o preoccupazione è molto importante.
Per fare un esempio basta ricordare la tecnica del “what happened” mediante il quale i bambini cercano di disegnare “ciò che è successo” o il “body struttura” in cui l' uso del contorno del corpo è utilizzato nell' arte e nella terapia del gioco, che comporta l' impiego di un contorno del corpo pre-strutturato che il bambino può colorare in una varietà di modi.
È chiaro quindi come il disegno abbia una valenza importante perchè viene utilizzato come strumento più discreto per portare alla luce delle problematiche, e nello stesso tempo aiuta il bambino a liberarsi, a raccontare, a esprimere a elaborare e superare il problema, aiutando l' adulto a intervenire ed aiutarlo.
(informazioni dall' istituto  nazionale per il trauma e perdita nei bambini)

mercoledì 15 dicembre 2010

..e i colori?


I colori così come il disegno manifestano  stati d' animo, emozioni e sentimenti che segnalano aspetti importanti di ciò che si percepisce.
A questo proposito molti psicologi sono stati interassati all' aspetto espressivo dei colori e alla loro relazione con sentimenti e emozioni.
Quando i bambini cominciano a disegnare, la scelta del colore è dettata più da preferenze personali ma quando poi acquisiscono e padroneggiano la capacità di produrre forme, iniziano a usare i colori con una funzione diversa rendendo   i loro capolavori più creativi e ponendo attenzione proprio a questo aspetto estetico.

All' inizio quando i bambini disegnano le figure umana, nei modi descritti nel precedente post, queste vengono raffigurate in prevalenza con colori primari.
Succesivamente l' uso del colore viene in qualche modo ridimensionato, si creano dei veri e propri vincoli realistici in relazione al tema che intendono rappresentare, come usare per esempio, il verde per l' erba, il giallo per il sole, il marrone per le castagne ecc..
Da qui anche la capacità di creare motivi decorativi come alternativa alla raffigurazione naturalistica.
Le diverse ricerche hanno dimostrato come l' uso del colore abbia una funzione fondamentale nel rappresentare stati d' animo e sentimenti.
Per esempio chiedendo ai bambini di disegnare una persona felice o una arrabbiata o triste, tali emozioni ( rabbia, tristezza, felicità) nel loro disegno mostrano che i colori tendono a essere usati in maniera indiscriminata.
L' emozione sembra essere rappresentata con maggiore efficacia dalla forma, dai tratti del volto dalla postura del corpo ecc.
cioè è il disegno, ovvero il suo tema che apporta una  valenza affettiva mentre il colore ne amplifica il messaggio.
 è evidente comunque che nei disegni che ritraggono eventi felici prevalgono colori luminosi mentre i colori più scuri tendono a predominare nelle immagini di eventi poco gioiosi, in altri termini quando il tema è significativo per il bambino il colore non viene usato casualmente.
I bambini sono molto attratti dai colori, è un modo attraverso il quale giudicano lo stesso disegno e non a caso in uno studio mirato ad indagare le preferenze dei bambini,  è stato dimostrato il   ruolo determinante e forte del colore.
 I colori possono avere diversi significati, da non leggere im maniera rigida e statica, perchè tutto dipende dal contesto e dal disegno che il bambino produce.
 Alcuni significati:

  • blu: rappresenta l' intesità dell' espressione, è intenso tutto ciò che è carico e in particolare l' intenzione di esprimersi e di esprimere le proprie capacità.
  • rosso: è il colore dell' intensità dell 'azione, é il colore più carico di energia e forza,attraverso il colore rosso il bambino esprime il suo bisogno di azione e di sentirsi parte attiva del mondo, di vivere le esperienze. Esprime vitalità e  desiderio di vivere intensamente la vita.
  • nero: indica inattività. Rappresenta uno stato interiore che il bambino vive in quel momento, è il colore del buio, è repressione di una situazione interiore.
  • marrone: esprime gioia di vivere .L' integrazione del marrone con gli altri colori esprime meglio questo modo di affrontare la vita.
  • rosa: è il colore del desiderio di perfezione.è il primo aspetto di una gamma di colori che esprime diversi livelli di perfezione.
  • verde: è il colore della crescita, dell 'io, del processo di maturazione e della sfera intellettuale,è l' espressione di un bisogno di crescere che investe tutti i piani.
  • viola: esprime l' urgenza di esprimersi. Il suo apparire frequente è in relazione a situazioni che non permettono al bambino di muoversi liberamente per le regole ghe gli vengono imposte.
  • giallo: rappresenta la selettività e la capacità di scelta.
  • arancione: è il colore dell 'evoluzione. L' uso dell' arancione esprime un buona capacità di vivere le proprie scelte.

    giovedì 9 dicembre 2010

    sviluppo del disegno

    I bambini iniziano la loro prima esperienza di disegno con lo scarabocchio, ovvero nell' evoluzione del disegno si possono distinguere alcuni stadi:


    scarabocchio e ideazione (2-4 anni) stadio nel quale il bambino ancora incapace di coordinazione motoria traccia linee senza forma, (scarabocchio) su di un foglio alle quali attribuisce intorno ai tre anni forme di rappresentazioni configuranti immagini precise.











    stadio schematico (4-5 anni)  è il momento in cui il bambino confonde le proprie emozioni con la rappresentazione mentale per cui  il disegno è rappresentato come una "deformazione" della realtà (animismo, simbolismo, egocentrismo, artificialismo)










     schematismo mentale (6-8 anni) in questo stadio la rappresentazione della realtà attraverso il disegno diventa  realistica ed il fanciullo raffigura  ciò che conosce seguendo il pensiero operazionale (realismo descrittivo e pensiero reversivibile.)






    realismo visivo (9-11 anni) in questo stadio il bambino, osservando la realtà circostante, cerca di aggiungere, iniziando la ricerca della prospettiva, nuovi dettagli a quello che sta raffigurando.











    stadio del volume e della plasticità (12-13 anni) è la fase per il ragazzo di piena consapevolezza per quello che intende esprimere attraverso il disegno.









    I bambini iniziano la loro esplorazione dallo scarabocchio. 
    All' inizio  possono essere del tutto soddisfatti delle loro produzioni e tentono a inventare una spiegazione di ciò che hanno disegnato, proprio perchè priva di una reale relazione tra il disegno e il loro pensiero.
    Succesivamente, verso i tre quattro anni, subentra la fase che si potrebbe definire prerappresentazionale per dare senso alle creazioni non intenzionali costituite degli scarabocchi, fino a quando non giungono allo stadio dello schematismo mentale e alle prime vere rappresentazioni, pur composte da forme molto semplici, caratterizzate da abilità astrattiva e forte simbolismo( stadio schematico)
    Tra i primi soggetti disegnati dai bambini ci sono gli esseri umani, si tratta di figure composte da pochi dettagli che stanno a significare la semplicità della forma, in particolare tratti del volto.
    Succesivamente cominciano a disegnare braccia e gambe e a mano a mano che il bambino aumenta la sua pratica e capacità, tende a raffigurare i dettagli distinguendoli, per esempio l' uomo dall' animale.
    Con il tempo e l' acquisizione di esperienza nell' utilizzo di questo mezzo espressivo, i bambini mostrano una maggiore coerenza e coordinazione con una diversa percezione umana del mondo e della relazione con essa, documentata sopratutto attraverso l' uso dei colori, che identificano aspetti significativi del mondo visivo.

    sabato 4 dicembre 2010

    I disegni dei bambini - video raccolta

      

    imparando a leggere ed ammirare questi piccoli capolavori...(video da: www.potere-ai- piccoli.com)

    domenica 28 novembre 2010

    L' essenziale è invisibile agli occhi.(De Saint Exupèry)


    In questo post vorrei partire da una riflessione sul libro il piccolo principe di Antoine De Saint Exupèry.
    Non so quanti di voi l' abbiano letto ma ritengo che la sua lettura sia molto utile più  agli adulti che ai piccini!
    Il protagonista del libro è Antoine, un bambino, che quando legge in un' eciclopedia la vita dei serpenti, i quali mangiano la preda tutta intera e poi si riposano per parecchi mesi, ne rimane colpito tanto che disegnerà un boa che ha mangiato un elefante e poi mostra quel disegno agli adulti che ne vedono un cappello.
    Tutti gli consigliano di applicarsi a discipline importanti come la grammatica o la matematica .Da qui comincia la sua solitudine, dopodichè viene consigliato di lasciar perdere le doti artistiche e diventerà più tardi pilota di aerei.
    Imparerà, cosi, tante altre cose come la geografia per orientarsi, ma il suo primo disegno lo porterà sempre con sè come un biglietto da visita, e ogni volta che incontra qualcuno che gli sembra di mente aperta tenta l' esperimento del suo disegno, ma tutti gli rispondono sempre che è un cappello.
    Un giorno a causa di un'avaria al motore precipita nel deserto del sahara e sente alle sue spalle una vocina:"disegnami una pecora". Immediatamente si alza, non riusciva a  capire da dove venisse quel bambino, il quale insiste, e cosi Antoine ripropone il disegno del boa, subito il bambino gli risponde:"non voglio l' elefante dentro al boa. I boa sono pericolosi e gli elefanti sono troppo grandi. Per favore disegnami una pecora!" cosi Antoine disegna tre pecore ma nemmeno una va bene ,decide di disegna re una scatola ,la tua pecora è dentro!il piccolo principe si illumina nel vedere quel disegno, il messaggio è chiaro:l' essenziale è invisibile agli occhi!
    vi chiederete, perchè partire da questa riflessione?
    Perché l' autore del libro è chiaro a tal proposito, mostrando  l' atteggiamento degli adulti che non valorizzano i talenti del bambino, la creatività, l' infanzia: tutti i grandi sono stati bambini una volta ma pochi di essi se ne ricordano.
    Tutto questo per dire che a livello pratico quando ci troviamo di fronte ai capolavori dei nostri bambini o dei nostri figli ciò di cui dobbiamo essere osservatori per primo è il nostro atteggiamento.
    Tutte le attività espressive e in particolare quelle grafiche sono nei bambini strettamente collegate non solo alle loro  esperienze emotive ma anche alle loro prime relazioni con il mondo esterno.
    In queste attività il bambino riflette sia i  propri stati d' animo ed ansie, sia le  proprie conoscenze.
    Durante il periodo dell' infanzia disegna ciò che lo domina anche senza essere stimolato.
    I bambini se si trovano inseriti in un ambiente ricco di stimoli vivono situazioni di profonde motivazioni e di ampie possibiltà di sviluppo, nell' insieme delle attività espressive. Proprio per questo le agenzie educative (famiglia, scuola, asilo nido mass media ecc..)devono pertanto motivare e organizzare didatticamente tale attività, tenendo presente sia che quelle espressive  s' inseriscono organicamente nell'isieme dello sviluppo della personalità infantile, sia che quelle grafico pittoriche  si riferiscono al mondo dell' interiorità.
    Il disegno è, secondo alcuni studiosi, lo specchio dello sviluppo integrale del bambino.Ecco perchè ogni volta che ci accingiamo ad esplorare un disegno lungi dalla tentazione di imporre la nostra visione o la nostra percezione. Non possiamo neanche immaginare quanto infinita sia la loro creatività e ancor di più la loro fantasia.
    A questo proposito vorrei proporvi un esempio pratico. Si tratta di un disegno di un bambino di 4 anni e a parte la forma e i colori provate a guardare oltre ciò che vedete....
    Bene. cosa vedete? cosa vi sembra che Francesco abbia rappresentato?La cosa curiosa è che quando questo disegno mi è stato mostrato, pur stanto molta attenta a non far percepire la mia iniziale incomprensione e solo entusiasmo, è stato lui che in qualche modo modo ha interrogato me su ciò che avessi compreso..bene!il bambino aveva le idee molto chiare:
    Quella grande palla arancione, un pò appuntita a destra, altro non è che una nave in navigazione la quale durante il suo transito in mare per il rumore che produce(simile a quella di una macchina che cammina, ha inoltre suggerito il bambino durante la sua spiegazione) va a svegliare gli "squalini"(quelle palle più piccole che vedete sulla destra in alto)i quali spaventati cercano di scappare.
    Se non fosse stato lui a suggerirmi questa eloquente spiegazione, mai avrei potuto capire, ma è pure vero che allo stesso modo in cui troviamo queste difficoltà interpretative dobbiamo stare attenti dall' imporre la nostra visione delle cose. Semplice in questo caso parlare di palla grande e palle piccole..chiaro che tutto non solo dipende da come il bambino vede e percepisce, ma anche dallo stadio di sviluppo, nell' evoluzione del disegno, in cui si trova, argomento che che tratterò, più nel dettaglio, nel prossimo post.

    domenica 14 novembre 2010

    perchè il disegno?

    Nella vita di tutti i giorni, sia nel ruolo di insegnanti, sia in quello di genitori, e quantaltro, ci rendiamo conto di come sia difficile comprendere i bambini nella loro totalità e nelle loro sfaccettature e di conseguenza la difficoltà che si presenta nel relazionarsi con loro e predisporre per loro.
    Penso che uno dei modi migliori e discreti per conoscere un bambino sia imparare a leggere i suoi disegni e tutto ciò che essi contengono.Spesso i bambini, e tante volte anche gli adulti,  non sono propensi a esprimersi a parole o semplicemente non ci riescono, ma è anche vero che sono i più grandi critici della vita e osservatori attenti della realtà che li circonda.
    Noi adulti abbiamo il compito arduo di assisterli, accompagnarli e introdurli in questa realtà spesso così complicata, ma sopratutto abbiamo il dovere di aiutarli a diventare adulti e come dice Pestalozzi "a farsi opera  di se stessi".Da qui l' importanza, secondo me, del disegno e del suo valore terapeutico perchè a volte è un aspetto sottovulatato, ma in realtà è una chiave di lettura importante sia per capirli che, di conseguenza, aiutarli allo stesso modo.
    Proprio per questo vorrei fare un breve accenno storico di come è nato questo interesse per l' infanzia e come questo aspetto in particolare sia stato valutato positivamente.
    Il novecento si apre come il "secolo" del fanciullo" cosi profetizzato da Ellen Key, sottolineando questo grande atteggiamento di tolleranza verso l' infanzia e i suoi bisogni. Si avvia così il "mito dell' infanzia" in cui il bambino viene considerato come sorgente di un' esperienza genuina, diretta, naturale. A partire dalla "scoperta infantile" alla fine del diciannovesimo secolo le produzioni grafiche dei bambini hanno affascinato e interessato educatori, psicologi, antropologi e anche artisti che hanno cercato di coglierne il significato. Addirittura vennero organizzati da alcuni artisti e pedagogisti le prime mostre di arte infantile. Ovunque nacquero studi tesi ad un apprezzamento delle produzioni  grafiche dei bambini  considerate come via d' accesso per lo studio della vita mentale infantile.
    A questo proposito non posso non ricordare il grande contributo di Piaget il quale era convinto che il modo migliore per descrivere la vita mentale del bambino fosse quella degli stadi evolutivi qualitativamente differenti  postulando una stretta corrispondenza tra i disegni del bambino  e il loro ragionamento spaziale matematico.Da qui hanno preso le mosse molti altri autori: Freemanche ha parlato di "disegni imperfetti" sostenendo che il bambino disegna a partire  da un modello interno generico e non ancora visivo, oppure Cox che  invece sostiene che i disegni fatti dai bambini variano in funzione del compito, dell 'intenzione e forse anche del suo umore.
    In particolare la nascita dell' "arte terapia" si fa risalire agli anni 40- 50 in Inghilterra e in America (così come si evince dal sito internet della dottoressa Laura Rosso)  come modalità terapeutica per curare i disagi  psicologigi dei reduci di guerra e dei pazienti ricoverati in ospedali psichiatrici, soprattutto interessati al linguaggio pittorico, condotto in particolare da artisti,  psicologi,  si è presto sviluppata come disciplina autonoma, stendendo il suo campo di applicazione  alla prevenzione e alla riabilitazione della maggior parte dei disturbi psicologici e  sociali.  Attinge le sue radici da  un lato nell' arte e negli studi sulla creatività e dall' altro negli studi psicodinamici: i lavori artistici erano un mezzo per l' espressione e la comunicazione del mondo interno: immagini, pensiero, emozioni e fantasie. Tutto ciò è molto importante per promuovere e veicolare l' espressione e la comunicazione, l' esperienza creativa è un' attività che induce uno stato di benessere perchè permette di contattare un aspetto vitale della psiche,  perchè permette di trovare nuovi significati.(dott.ssa Laura Rosso)
    Potremmo dilungarci in questo senso  ma ciò che mi interessa sottolineare è l' importanza che questo argomento ha assunto negli anni e nella storia dell' infanzia fino ad arrivare ai giorni nostri dove si parla di terapia con i disegni, arteterapia,sottileneando la sua grande valenza educativa e il fatto che il disegno infantile sia  metodo per osservare e capire e allo stesso tempo strumento per agire e aiutare il bambino nei suoi diversi aspetti: terapia come  apprendimento scolastico, terapia nei bambini malati, nei bambini con difficoltà nel senso più ampio, dalle difficoltà di espressione,  l' elaborazione del lutto e di tutte quelle situazioni che creano disagi perenni o momentanei nel bambino.
    I drammi e le difficoltà che ruotano intorno alla vita dei bambini sono tanti , e vorrei qui provare insieme a voi ad analizzarli attraverso il loro linguaggio più semplice e naturale: il disegno